USA - Oregon. Jesse Johnson rilasciato dal carcere

USA - Jesse Johnson

26 September 2023 :

05/09/2023 - Jesse Johnson rilasciato dal carcere. Ora 62 anni, nero, arrestato nel 1998. Il 5 settembre 2023, Jesse Johnson è stato rilasciato dalla prigione della contea di Marion, dopo che i pubblici ministeri hanno formalizzato la loro rinuncia a ripetere il processo contro di lui.
Il 6 ottobre 2021 (vedi NtC in quella data) la Corte d'Appello dell'Oregon aveva annullato il verdetto di colpevolezza, e ovviamente la relativa condanna a morte, disponendo che il processo venisse ripetuto.
Johnson, ora 62 anni, nero, era stato condannato a morte nel 2004 con l’accusa di aver ucciso, il 20 marzo 1998, a scopo di rapina, una donna, Harriet Thompson, 28 anni, nella sua abitazione. Si è sempre dichiarato innocente. La Corte d’Appello nel 2021 accolse la tesi della difesa secondo cui la testimonianza di una donna, che la polizia non aveva voluto raccogliere, sembra sufficientemente seria e credibile da meritare una completa revisione del processo. Tecnicamente l’annullamento venne concesso in base alla formula della “inadeguata assistenza legale”, formula che addebita all’avvocato difensore anche le scorrettezze della polizia o della pubblica accusa in base all’assunto che spetterebbe al difensore vigilare su tutto. Contro Johnson, arrestato una settimana dopo i fatti, i procuratori utilizzarono le indicazioni di un informatore della polizia, e alcuni elementi indiziari, che Johnson non aveva contestato ma che attribuiva al fatto che lui e la vittima abitassero vicini, e saltuariamente si frequentassero. Un’altra vicina della vittima, Patricia Hubbard, sosteneva di aver visto un uomo bianco entrare nella casa, un uomo che lei aveva già visto molte volte entrare in quella casa. Dopo circa mezz’ora, lasso di tempo durante il quale dalla casa provenivano rumori di un litigio via via più acceso, la Hubbard ha visto l’uomo uscire dalla porta sul retro “con tanta fretta che sembrava non toccasse il terreno”. La testimone ha poi raccontato di aver ricevuto una telefonata e di essere dovuta andare al lavoro, ma che tornata a casa si era avvicinata ai poliziotti che stavano facendo i rilievi, intenzionata a raccontare quello che aveva visto. I poliziotti non erano interessati alla sua testimonianza, e le dissero di andar via, che il caso era chiaro, e stava per essere risolto. La testimone ha aggiunto che il detective che le aveva mostrato disinteresse, aveva usato un epiteto razzista per descrivere sia la vittima che il sospettato, entrambe neri. La d’appello aveva riconosciuto che nelle indagini, frettolose, anche il fattore razziale verosimilmente aveva avuto un ruolo. Dal 2014 Johnson è stato assistito anche dagli avvocati della filiale dell’Oregon dell’Innocence Project, che stanno insistendo perché vengano ordinati nuovi test del Dna, che loro hanno già fatto effettuare privatamente, i quali dimostrerebbero che del sangue ritrovato nel bagno della casa della vittima non appartiene né alla vittima, né a Johnson.
Oggi, nel chiedere alla Corte di archiviare il caso, l'ufficio del procuratore ha dichiarato che "sulla base del tempo trascorso e dell'indisponibilità di prove critiche in questo caso, lo stato non ritiene più che si possa dimostrare la colpevolezza dell'imputato."
L'Oregon Innocence Project crede fermamente che il razzismo abbia avuto un ruolo nella ingiusta condanna di Johnson. Steve Wax, direttore legale dell'organizzazione, scrive che dal 1973 negli Stati Uniti ci sono stati 194 proscioglimenti dal braccio della morte. Di questi 194 individui, 105, ovvero il 54%, sono neri. Johnson, che ora ha 62 anni, ha proclamato la sua gioia mentre usciva dalla prigione della contea di Marion. “Sono felice, emozionato, e sono pronto per la fase successiva. Ho perso molti anni per qualcosa che non ho fatto.

https://deathpenaltyinfo.org/news/former-oregon-death-row-prisoner-freed-2-years-after-reversed-conviction-194th-death-row-exoneration

 

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